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Elezioni primarie
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Le mwawelezioni primarie sono una competizione attraverso la quale gli iscritti o i mwbamilitanti di un mwbqpartito politico indicano mediante l'espressione di una preferenza chi sarà il mwbgcandidato del partito (o dello schieramento politico del quale il partito medesimo fa parte) per una successiva mwcaelezione di una carica pubblica.

La ragione delle elezioni primarie è la promozione della massima partecipazione degli elettori alla scelta dei candidati a cariche pubbliche, in contrapposizione al sistema che vede gli elettori scegliere fra candidati designati dai partiti.

Contents

Italia
Note

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Stati Uniti

Le elezioni primarie sono utilizzate in particolar modo negli mweaStati Uniti d'America. Le elezioni primarie nascono come sistema locale: la prima elezione primaria fu tenuta dal mweqPartito Democratico in mwegPennsylvania il 9 settembre mwew1847. Dopo la mwfaguerra di secessione (1861-1865) si diffusero negli Stati del Sud, dove ovviavano al problema di una rappresentanza politica di fatto mono-partitica. Alla fine del mwfqXIX secolo grazie alla spinta del movimento mwfgprogressista sono divenute una istituzione pressoché generalizzata a livello nazionale.

Requisiti per l'elettorato attivo

Nel Paese mwgqnordamericano le prime elezioni primarie erano del tipo "chiuso", ossia alle primarie di un partito potevano votare solo i membri di quel partito. Negli anni 70 del XX secolo si sono diffuse le primarie di tipo "aperto", che consentono il voto a tutti i cittadini. In un sistema bipartitico (o bipolare) la primaria aperta tende a selezionare candidati più mwgwcentristi rispetto all'mwhaelettorato (non rispetto ai mwhqmilitanti) e a favorire maggiormente la partecipazione alle elezioni, ma è aperta al rischio di "inquinamento" da parte dei sostenitori del partito avversario.

Per questa ragione si è affermato un tipo intermedio di primarie, che consente il voto anche ai cittadini non iscritti al partito, ma potenzialmente sostenitori dei suoi candidati. In questo terzo tipo, i cittadini per poter votare alle elezioni devono "iscriversi" in un apposito registro presso uno dei partiti in lista. L'iscrizione può aver luogo in qualità di mwhwaderente o mwiaindipendente.

L'iscrizione, qualsiasi sia la qualifica scelta (aderente o indipendente), non obbliga certamente il cittadino a votare solo per il partito presso il quale si è iscritto. Permette, invece, la possibilità di partecipare alle primarie del partito prescelto.

Sistema di scelta non limitato al "candidato-presidente"

Di solito, un anno prima della competizione elettorale, gli iscritti contraddice quanto detto prima presso un partito sono chiamati a scegliere il candidato che rappresenterà il partito nella competizione.

Negli USA il mwkasistema elettorale in uso è il mwkqmaggioritario uninominale a turno unico: ciò fa sì che gli "iscritti" non saranno chiamati a scegliere solo i candidati per le massime cariche mwkgesecutive (mwkwPresidente degli Stati Uniti d'America o mwlaGovernatore dello Stato), ma anche i candidati alle mwlqassemblee legislative (mwlgParlamento federale e a quelle statali).

La pluralità dei sistemi elettorali

Il sistema di voto nelle primarie è differente da partito a partito, ma anche da mwmgstato a stato.

In alcuni stati, ad esempio, si ricorre al sistema mwnauna testa un voto, ogni cittadino cioè vota il candidato più gradito. Chi raccoglie più consensi prevale.

In altri (è anche il caso della scelta del candidato alla Presidenza dell'Unione) i cittadini eleggono propri rappresentanti che poi in un'apposita mwngconvenzione sceglieranno il candidato alla competizione elettorale.

Ci sono poi contee dove si ricorre al sistema dei mwoamwoqcaucus. Caucus è una parola di origine mwogindiana che significa mwowassemblea. In questo caso non si applica il sistema mwpauna testa un voto; ogni mwpqcaucus, comunità, esprime un certo numero di voti, che di solito è pari al numero di iscritti, e il candidato che sia stato il più votato in un certo mwpgcaucus riceverà tutti i voti di quel mwpwcaucus. Il voto non è a scrutinio segreto, ma palese. Gli iscritti si riuniscono in una sala. Al centro si pongono gli "indecisi", gli altri, invece, si dispongono in varie parti della sala dividendosi a gruppi di "sostenitori" dei vari candidati. In base ai discorsi e alle relazioni dei "sostenitori" dei vari candidati, gli iscritti si spostano da un "angolo" all'altro della sala a seconda di come decidono di schierarsi. Al termine della riunione tutti i "voti" del caucus saranno attribuiti al candidato che nel proprio "angolo" avrà raccolto il maggior numero di "iscritti".

All'inizio del XIX secolo il candidato alla presidenza degli Stati Uniti era scelto da un caucus composto da tutti i membri del mwqqCongresso degli Stati Uniti aderenti allo stesso partito.

Italia

A partire dal mwrq2005, il metodo delle elezioni primarie (di tipo "aperto") è stato introdotto anche in mwrgItalia dalla mwrwcoalizione di mwsacentro-sinistra mwsqL'Unione, formata il 10 febbraio 2005.

Le "primarie" nella legislazione

In mwtaItalia le elezioni primarie non sono previste o regolamentate per legge, come avviene negli mwtqUSA. Di conseguenza, in Italia questo tipo di elezioni non ha alcun valore legale, anche se molti esponenti politici, considerandolo un modo diretto di partecipazione dei cittadini, ritengono necessario estenderne il più possibile l'utilizzo.

Tuttavia, in mwtwToscana e in mwuaCalabria esistono due leggi, rispettivamente la mwuqlegge regionale n. 70 del 17 dicembre mwug2004 e n. 25 del 17 agosto mwuw2009, che consentono formalmente ai partiti di tenere elezioni primarie per la scelta dei candidati in ambito regionale e delle circoscrizioni locali. Le leggi disciplinano l'iscrizione dei candidati e presentazione delle mwvaliste elettorali, composizione e nomina del mwvqseggio, scelta delle sezioni di voto come insieme di quelle disponibili per le elezioni regionali e di circorscrizione vere e proprie. Gli elettori sono iscritti in tali liste, e sono ammessi al voto previa esibizione di un mwvgdocumento di identità e della mwvwtessera elettorale.

Scelta del "candidato-premier"

Il primo caso di elezioni primarie di rilievo nazionale si è avuto il 16 ottobre mwwg2005, allo scopo di scegliere il capo della coalizione di mwwwcentrosinistra, mwxaL'Unione per le mwxqelezioni politiche, poi tenutesi il 10 aprile mwxg2006.

Il sistema di voto applicato è stato quello di "una testa un voto" a mwyascrutinio segreto; i votanti furono chiamati a versare la somma simbolica di 1 mwyqeuro per finanziare la campagna elettorale dell'mwygUnione. Potevano partecipare alle primarie anche gli stranieri residenti in Italia e le persone che compivano i 18 anni entro la data di fine mandato del Governo 13 maggio.

L'esordio italiano delle primarie vide la partecipazione di circa 4.311.000 persone, poco meno di un decimo dell'elettorato nazionale, che si recarono a votare presso 9.816 mwzaseggi elettorali. Un anno dopo, nell'ottobre del mwzq2006, mwzgClemente Mastella affermò che si era sovrastimato il numero dei votanti; affermazione però immediatamente smentita dagli organizzatori delle elezioni primarie stesse.

I candidati alla carica di candidato mwaaPresidente del Consiglio dei ministri erano sette:

• mwbgAntonio Di Pietro, segretario dell'mwbwItalia dei Valori
• Simona Panzino, indipendente (mwdqno-global)
• mwdwAlfonso Pecoraro Scanio, segretario della mweaFederazione dei Verdi
• mwegRomano Prodi, candidato de mwewL'Ulivo
• mwfqIvan Scalfarotto, indipendente

Fra i sette candidati ha prevalso Prodi con 3.182.000 voti (il 74,1% dei consensi), seguito da Bertinotti (14,7%); più staccati Mastella (4,6%), Di Pietro (3,3%) e Pecoraro Scanio (2,2%).

Scelta dei "candidati-governatore"

In precedenza si erano già tenute delle elezioni primarie per decidere il candidato del mwgqcentrosinistra alle mwggelezioni regionali del 2005, che si sarebbero svolte nell'aprile di tale anno, in mwgwPuglia, tra l'economista mwhaFrancesco Boccia e mwhqNichi Vendola, con la vittoria di stretta misura di quest'ultimo, che vinse poi anche le elezioni, diventando mwhgPresidente della Regione; i due sono rimasti ottimi collaboratori nella ricostruzione dopo il dissesto finanziario del Comune di mwhwTaranto. Tale sfida fu ripetuta cinque anni dopo, con il leader di mwiaSinistra Ecologia e Libertà che ha vinto in maniera più netta.

Più tardi l'esperimento delle primarie fu ripetuto dal centrosinistra in vista delle mwigelezioni amministrative in Italia del 2006 (maggio-giugno), per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione Siciliana: mwiwRita Borsellino, sorella del magistrato mwjaPaolo Borsellino ucciso dalla mafia il 19 luglio mwjq1992, sconfisse mwjgFerdinando Latteri, rettore dell'Università di Catania.

In mwkaMolise, il centrosinistra ha organizzato le primarie il 4 settembre 2011 per scegliere il suo candidato: vincitore è risultato mwkqPaolo Di Laura Frattura che ha prevalso su altri quattro candidati.

In Abruzzo invece le primarie per la scelta del candidato governatore hanno visto la netta affermazione dell'ex sindaco di mwkwPescara mwlaLuciano D'Alfonso.

Scelta dei "candidati-sindaco" o presidente della provincia

Anche a mwlwMilano il candidato mwmasindaco per l'Unione fu scelto con il metodo delle primarie (29 gennaio mwmq2006) e l'ex prefetto mwmgBruno Ferrante prevalse sul mwmwPremio Nobel mwnaDario Fo e sul lettiano, Davide Corritore.

Anche in vista delle elezioni amministrative del 2007 il centrosinistra ha fatto ricorso al metodo delle primarie per scegliere i propri candidati a sindaco o a presidente di provincia; nelle consultazioni più importanti, svoltesi a mwoqPalermo e mwogGenova il 4 febbraio del 2007, sono da registrare le vittorie rispettivamente di mwowLeoluca Orlando (72% dei voti, i principali sfidanti erano mwpaAlessandra Siragusa e mwpqGiusto Catania) e di mwpgMarta Vincenzi (60% dei consensi contro mwpwStefano Zara ed mwqaEdoardo Sanguineti). Sempre più ormai il centro-sinistra ricorre a tale strumento per la scelta dei candidati a sindaco.

Non sempre l'esito delle primarie di coalizione è stato accettato in maniera pacifica: a mwqgCaserta, sempre in vista delle amministrative del 2006, le primarie designarono come candidato a sindaco l'ingegnere mwqwNicodemo Petteruti, ufficialmente presentato dai mwraRepubblicani Europei, vincitore con soli sette voti di scarto sul secondo classificato, l'imprenditore tessile Gianfranco Alois (ex assessore regionale alle Attività Produttive e sostenuto dai mwrgDemocratici di Sinistra). L'esiguità dello scarto, unitamente ai sospetti di "infiltrazioni" da parte dei sostenitori della mwrwCasa delle Libertà, spinse mwsala Margherita e i DS locali a candidare comunque Alois, sconfessando così l'esito delle primarie. Tuttavia, al ballottaggio tutto il centrosinistra sostenne Petteruti, che divenne sindaco della città campana. Anche a Paternò il risultato delle primarie non fu preso in considerazione. Dopo un lungo scrutinio il vincitore risultò Turi Asero. La componente giovanile della sinistra, però, non accettò il risultato per certezza di infiltrazione da parte di altri soggetti politici e per scorrettezze elettorali (infatti molti elettori avevano votato più volte) spingendo l'avversario, Salvatore Galatà, a candidarsi. Così facendo il centro sinistra arrivò spaccato alle amministrative del 2007 e riuscì a prendere solo 3 consiglieri su 30.

Casi atipici di elezioni cosiddette primarie

Domenica 14 ottobre mwsw2007 si è svolta, prima volta in Italia, l'elezione diretta (cioè aperta a tutti, non solo agli iscritti o ai loro delegati) del segretario nazionale di un partito, il nascituro mwtaPartito Democratico. Potevano votare tutti i cittadini residenti in Italia o con mwtqpermesso di soggiorno che avessero compiuto 16 anni, pagando una quota minima di 1 eurocite-ref-1[1].

Questa elezione è divenuta nota come mwuwPrimarie del Partito Democratico, seppure non potendosi affatto considerare nel novero delle elezioni primarie, giacché con tale termine si indicano correttamente quelle che scelgono un candidato a una carica pubblica.

I candidati alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico approvati il 31 luglio 2007 dall'apposita commissione organizzativa delle primarie erano:

• mwwqRosy Bindi
• mwxqEnrico Letta
• mwyqWalter Veltroni, sostenuto dai mwygDemocratici di Sinistra e da mwywLa Margherita

A due settimane del termine mwzqJacopo G. Schettini, che inizialmente aveva presentato una candidatura autonoma, si apparenta alla candidatura di Gawronski unendo le proprie liste alle sue, appoggiando quest'ultimo come candidato segretario.

In 11.204 seggi hanno votato 3.517.000 persone, un numero superiore ai voti ottenuti da Prodi alle primarie per la scelta del candidato premier del 16 ottobre 2005. Veltroni ha ottenuto 2.667.000 voti (il 75,8% dei consensi), seguito da Bindi (12,9%) e Letta (11,1%).

Nel 2009 i cittadini residenti in Italia o con permesso di soggiorno che avessero compiuto 16 anni (elettori del Partito Democratico) sono stati chiamati ancora una volta a mw0ascegliere il segretario del Partito. mw0qPier Luigi Bersani è uscito vincitore da queste primarie, gli altri contendenti sono stati mw0gDario Franceschini (34%) e mw0wIgnazio Marino (14%).

Note

cite-note-11. mw2gmw2wmw3aGuida alle Elezioni Primarie del Partito Democratico - 14 ottobre 2007, su mw3qpoliticalink.it. mw3gURL consultato il 2 agosto 2007 mw3w(archiviato dall'mw4aurl originale il 16 ottobre 2007).

Bibliografia

• Ernesto Bettinelli, mw5aLe Primarie: traccia per un percorso “virtuoso” , in “Elezioni primarie” (a cura di Silvio Gambino), Roma, 1997, pag. 33-43
• Gianfranco Pasquino e Fulvio Venturino (a cura di), mw5gLe primarie comunali in Italia, il Mulino, Bologna, 2009
• Claudio Lodici, "mw6aGovernare l'America - Enciclopedia della politica USA". il glifo, Roma, 2011. ISBN 9788897527022
• Enrico Melchionda: mw6wAlle origini delle primarie. Democrazia e direttismo nell'America progressista - Ediesse, Roma: 2005
• Marco Valbruzzi: mw7qPrimarie. Partecipazione e leadership (con una postfazione di G. Pasquino). Bononia University Press, Bologna: 2005
• Edmondo Mostacci: mw7wLe primarie negli Stati Uniti: partecipazione politica e ruolo dei partiti nelle elezioni presidenziali americane. in Diritto pubblico comparato ed europeo, n. 2/2008, pag 675-690
• Dario Alberto Caprio, mw8qLa silenziosa e incessante affermazione delle primarie, mw8gMondOperaio n.3/2007
• Dario Alberto Caprio, mw9aLe Primarie. Nei comuni, nelle province, nelle regioni, Anci Lazio, Roma, 2007
• Dario Alberto Caprio, mw9gLe elezioni primarie tra pubblico e privato, Critica Sociale n. 12/2007

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) primary election / primary, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.